La nuova Strategia Energetica Nazionale 2030

La nuova Strategia Energetica Nazionale 2030

 

È stata presentata il 10 novembre 2017 la nuova Strategia Energetica Nazionale per il 2030, dai ministri Carlo Calenda (sviluppo economico) e Gian Luca Galletti (ambiente).

 Dal momento che l’Italia ha raggiunto nel 2015 gli obiettivi europei proposti per il 2020, la nuova Strategia Energetica presentata dal Governo punta a quelli per il 2030.

Il nostro paese ha già compiuto importanti progressi tecnologici per una maggiore sostenibilità, per cui la direzione è quella giusta, ma aumentando ulteriormente gli investimenti, sarà possibile raggiungere risultati ancora più importanti.

 Ci si aspetta di raggiungere entro il 2030 una riduzione del gap tra il prezzo e il costo dell’energia in relazione al quadro europeo, una decarbonizzazione completa e un miglioramento della sicurezza e la flessibilità delle infrastrutture energetiche.

I punti principali riguardano, appunto, la chiusura di tutte le centrali di carbone entro il 2025. Inoltre, la percentuale dei consumi coperti dalle energie rinnovabili prospettata è intorno al 28%, il 55% dei quali riguarda l’elettricità.

Si vuole anche arrivare ad una diminuzione del prezzo del gas ed elettricità rispetto al nord Europa (nel 2016 pari a circa 2€/mWh).

Infine, l’ultimo obiettivo riguarda la riduzione della dipendenza energetica dall’estero, nel 2015 pari al 76%, al 64% nel 2030, soprattutto grazie alla forte crescita delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Saranno raddoppiati gli investimenti nella ricerca e sviluppo tecnologico per l’energia pulita, a più di 400 milioni nel 2021.

Il Governo ha stimato un aumento della cifra messa a disposizione per potenziare questo settore di 175 miliardi, di cui 30 per reti e infrastrutture gas e elettrico, 35 per le fonti rinnovabili e 110 per l’efficienza energetica. Previsto anche un potenziamento degli aiuti ai cittadini, attraverso l’Ecobonus che è attualmente in attesa dell’approvazione del Parlamento ed entrerà in vigore dal 1 gennaio 2018.

La proposta in discussione, prevede una eventuale proroga delle detrazioni, che scendono al 50%, sulle spese sostenute, in particolare per interventi di riqualificazione energetica ed installazione di pannelli fotovoltaici. Queste detrazioni sono valide anche per la produzione di energia elettrica per l’acqua calda e per l’aggiunta eventuale di sistemi di accumulo.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha ribadito l’importanza di queste misure durante la presentazione della SEN: “Nei prossimi dieci anni, grazie alla strategia energetica nazionale avremo un paese più sano e più competitivo. Dobbiamo farlo coinvolgendo tutti i cittadini e anche usando gli incentivi confermati nella legge di Bilancio e allargati”.

 Per il fotovoltaico, inoltre, sono previsti contratti a lungo termine per i grandi impianti centralizzati da assegnare tramite meccanismi di gara competitiva e una promozione all’autoconsumo per i piccoli impianti.

Queste misure sottolineano un impegno del Governo a voler potenziare l’utilizzo di energia pulita nel nostro paese, anche in conformità alle direttive europee.

Per le associazioni ambientaliste, il piatto della bilancia è ancora troppo spostato verso il gas naturale: ma la Sen rilancia il progetto di fare dell’Italia una sorta di “hub” del gas per il Mediterraneo, grazie ai suoi rigassificatori e ai nuovi gasdotti in fase di realizzazione (come il Tap, del cui consorzio fa parte Snam) o in progettazione (Poseidon, sotto la supervisione di Edison).

 

 

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