Un Testo Unico del biologico … Per ridurne la burocrazia • CCPB

Un Testo Unico del biologico … Per ridurne la burocrazia • CCPB

Uno degli aspetti che rende diffidente l’operatore che si avvicina al biologico è la “troppa” burocrazia. La certificazione è vista essa stessa come un generatore di burocrazia, quando invece ne è vittima e obbligatoria cinghia di trasmissione.

Gli adempimenti burocratici, purtroppo, non solo costano in termini di tempo e danaro, ma riducono il tempo disponibile da dedicare all’attività di controllo e certificazione così come distolgono l’attenzione degli operatori che sono costretti dedicarvi parecchie giornate di lavoro e a delegare a terzi la compilazione delle scartoffie e dei moduli vari che ormai soffocano qualsiasi entusiasmo. Tutto ciò si traduce in un costo eccessivo le cui conseguenze sulla competitività di sistema sono deleterie e andrebbero meglio analizzate.

Per ridurre l’onere burocratico è necessario diminuire il ricorso alla “polluzione” normativa, ovvero diminuire la pubblicazione di atti normativi o, nel contempo, riorganizzare la normativa di settore addivenendo ad un testo unico delle leggi (troppe!!) che regolano il settore biologico. È necessario raccogliere tutte le norme (Regolamenti UE, decreti di vario tipo, delibere regionali, circolari e soprattutto note) che a partire dal 1991 ancora sono attive nel definire adempimenti e criteri da rispettare, per mettere ordine e soprattutto per eliminare tutto ciò che è inutile e moltiplica gli adempimenti senza apportare alcun valore aggiunto o peggio ridurre la competitività del sistema.

L’occasione può essere la probabile approvazione il prossimo 20 novembre della nuova riforma comunitaria di settore, o meglio del nuovo testo del regolamento comunitario che manderà “in pensione” il Reg CE 834/2007, in realtà un regolamento ancora troppo giovane ma così è stato deciso. Dal momento dell’approvazione del nuovo testo a quando entrerà in vigore passeranno almeno 2 anni e questo periodo potrebbe essere speso per quello che potremmo chiamare un vero testo unico del biologico, il testo unico delle leggi che regolano questo settore evitando, se possibile, di collegare a questo testo unico decine di decreti “delegati” così come spesso succede nel nostro paese, di fatto vanificando lo sforzo di aver prodotto un testo unico che “unico” non sarebbe più.

Lo spirito che dovrebbe animare il legislatore e i suoi collaboratori nella definizione di un testo unico dovrebbe essere quello di snellire gli adempimenti per tutti, di collegarli ad altri adempimenti propri del più ampio settore dell’agroalimentare, di eliminare quelli “doppi”, di togliere gli obblighi che non hanno alcun valore se non quello di aumentare i costi e l’entropia, che nel biologico è già piuttosto elevata. Per giungere a questo risultato non serve un testo consolidato delle leggi, in cui si appiccicano tutte le norme esistenti, ma occorre piuttosto ripensare ad una nuova normativa omnicomprensiva ispirata agli obiettivi poc’anzi citati.

Fonte: Un Testo Unico del biologico … Per ridurne la burocrazia • CCPB

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