Un riepilogo di tutti i numeri del biologico italiano • CCPB

Un riepilogo di tutti i numeri del biologico italiano • CCPB

Il SANA di Bologna che ha chiuso i battenti lo scorso settembre ha ancora una volta confermato lo stato di salute del settore biologico. In particolare, i convegni e le relazioni presentate dagli esperti ci hanno indicato anche quali potranno essere gli scenari di evoluzione del mercato.

Qui trovate di dati pubblicati dall’Osservatorio SANA 2017.

Secondo Nomisma, che ha analizza costantemente il mercato alimentare senza distinzione tra bio e non bio e i driver di scelta del consumatore, tra i valori sono considerati premianti quelli connessi ai benefici per la salute, alla semplicità d’uso e i prodotti cosiddetti ecofriendly. Alla richiesta di citare due attributi che un prodotto alimentare deve possedere, gli intervistati hanno indicato l’origine italiana degli ingredienti e la certificazione biologica tra quelli con maggiore “appeal” per il consumatore.

Il mercato ha raggiunto oramai i cinque miliardi di euro, di cui tre derivanti dalla vendita sul mercato interno e due dal mercato estero, ulteriore conferma della forte vocazione all’esportazione del comparto biologico italiano che tanto bene fa alla nostra bilancia dei pagamenti. Sul mercato interno è tornata protagonista la Grande Distribuzione Organizzata e sui suoi scaffali il prodotto biologico conquista nuovi spazi (+20% nel periodo considerato 2016-2015), mentre il Dettaglio Specializzato segna crescite più modeste (+3,5%) e soffre il rinnovato ardore del canale concorrente.

Il tasso di penetrazione del prodotto biologico (almeno un acquisto bio negli ultimi 12 mesi) è salito dal 53% nel 2012 al 78% nel 2017. Da ultimo, Nomisma segnala l’interessante emersione del mercato Vegan e la sua stretta correlazione con quello del biologico che merita attenzione.

Secondo ISMEA-NIELSEN, il mercato italiano dei prodotti biologici analizzato da gennaio a giugno 2017 mostra che la parte del leone la fanno i prodotto orticoli e frutticoli che da soli coprono quasi il 50% del valore (1,026 miliardi di Euro), seguiti dai derivati dei cereali e dal latte e derivati.

Le migliori performance di crescita sono state realizzate, nell’ordine, da frutta confezionata, gallette di riso, prodotti senza glutine, creme alimentari spalmabili e verdura confezionata.

Da ultimo, Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha presentato i dati degli operatori e delle superfici certificate al 31 dicembre 2016. Secondo il SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), gli operatori certificati hanno raggiunta la cifra record di 72.154 per un superficie biologica di 1.795.650 ettari, con un’incidenza percentuale della SAU biologica sulla SAU totale pari al 14,5%; si tratta di numeri che fanno segnare un + 20% rispetto ai dati dell’anno scorso. E se per numero di operatori bio siamo in testa alla classifica europea, per il dato della superficie siamo secondi dietro alla Spagna.

Fonte: Un riepilogo di tutti i numeri del biologico italiano • CCPB

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