Obbligo di certificazione bio anche per il commercio elettronico • CCPB

Obbligo di certificazione bio anche per il commercio elettronico • CCPB

Il sistema di controllo e certificazione dei prodotti biologici è l’unico che abbraccia tutta la filiera produttiva, comprendendo in essa anche quelle fasi di commercializzazione all’ingrosso, sia di prodotti confezionati e sia di prodotti sfusi, fino ad arrivare al venditore al dettaglio, compreso il commercio elettronico.

Altri sistemi di controllo e certificazione, ad esempio quello dei prodotti tipici, si fermano al soggetto/impresa che ha eseguito l’ultima operazione di preparazione e confezionamento del prodotto.

È il caso di ricordare che, chiunque commercializzi all’ingrosso prodotti biologici, anche se pre-confezionati a marchio di terzi e/o senza utilizzo di deposito, qualora anche per semplici transazioni commerciali di intermediazione, deve assoggettarsi al sistema di controllo e certificazione previsto dall’articolo 28 del Regolamento CE n.834/2007.

Cosa dice il Regolamento europeo

Il venditore al dettaglio, ovvero colui che commercializza il prodotto in imballaggio pre-confezionato direttamente al consumatore o utilizzatore finale, può sottrarsi al controllo e alla certificazione solo se l’Autorità competente dello Stato membro si avvale della facoltà concessagli dal Regolamento comunitario di esentare tali operatori e solo a determinate condizioni che sono:

  • Si tratta di prodotti biologici posti all’interno di imballi pre-confezionati;
  • gli operatori vendono prodotti biologici direttamente al consumatore o all’utilizzatore finale;
  • tali prodotti non siano ottenuti e/o preparati nel punto vendita;
  • siano immagazzinati solo in connessione con il punto di vendita;
  • non siano importati da un paese terzo;
  • le attività di cui sopra non siano date in subappalto a terzi.

Il motivo di tale favore nei confronti del commercio al dettaglio risiederebbe nel fatto che in certi casi può sembrare sproporzionato imporre i requisiti di notifica e di controllo a determinate categorie di dettaglianti e tenuto conto che, per contrastare eventuali frodi, il sistema di controllo e certificazione si applica ad ogni anello della filiera a monte, come detto in premessa.

Compreso anche il commercio elettronico

Rimaneva qualche dubbio su come trattare quegli operatori che esercitano un’attività di commercializzazione al dettaglio, ma non si avvalgono di un punto vendita fisico come il classico negozio, ma l’offerta del prodotto e la conseguente negoziazione avvengono tramite una piattaforma disponibile su internet. Come è noto, le attività di commercio elettronico stanno acquisendo spazi di mercato sempre maggiori, a partire dai colossi come Amazon e passando anche per alcune tradizionali insegne della Grande Distribuzione Organizzata di casa nostra, come Esselunga o Coop.

In poche parole, il venditore mette in mostra il prodotto certificato con delle raffigurazioni idonee a farne comprendere gli ingredienti e le caratteristiche, ne stabilisce il prezzo, mette a disposizione del cliente un mezzo di pagamento e, una volta terminata la transazione, il prodotto viene consegnato al cliente finale o utilizzatore finale tramite un corriere. In taluni casi, il commerciante elettronico non dispone neppure di un magazzino, limitandosi a passare l’ordine del cliente direttamente al proprio fornitore, senza quindi dotarsi di una minima infrastruttura di magazzinaggio, ancorché temporaneo.

La Corte di Giustizia europea, in una sentenza emanata il 19 ottobre 2017, ha invece deciso che tali operatori che esercitano commercio elettronico al dettaglio, debbano essere controllati e certificati, interpretando  l’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento Ce 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007 nel senso che, affinché i prodotti biologici possano essere considerati come venduti «direttamente», occorre che la vendita avvenga alla presenza, contemporanea, dell’operatore o del suo personale addetto alla vendita e del consumatore finale e, pertanto, nel caso delle piattaforme e del commercio elettronico,  l’esenzione prevista dal Regolamento non si applica.

Fonte: Obbligo di certificazione bio anche per il commercio elettronico • CCPB

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